“I Segni di Lourdes” e unzione degli infermi di Danila Letizia


“ La giornata dedicata alla Beata Vergine di Lourdes verrà celebrata oggi, alle ore 17.30 nella parrocchia Mater Domini, con un momento di comunione con tutti gli ammalati che vorranno partecipare. Il parroco Don Mario Spinocchio coglierà questa occasione per restituire al sacramento dell’Unzione degli Infermi il suo profondo significato: «E’ luogo comune –ha detto il sacerdote- collegare questa pratica della Chiesa all’ultimo momento della vita di una persona, invece il suo vero scopo è quello di ricevere la forza dello Spirito Santo nel momento difficile della prova della malattia. E per mettere in risalto la vicinanza della comunità abbiamo invitato le famiglie degli ammalati a partecipare alla celebrazione eucaristica, attrezzandoci anche per andare a prendere tutte le persone che non possono autonomamente raggiungere la chiesa ». “ Un parrocchiano, Mario Pitardi, che più volte è stato a Lourdes come hospitalier, già da giorno 7 ha allestito sulle pareti interne della chiesa 26 pannelli con immagini dei viaggi fatti a Lourdes. La mostra “I Segni di Lourdes” racchiude il percorso in pochi elementi: l’acqua, la roccia, i malati, la luce e la folla. “ Le foto sono state appositamente esposte su cartoni rossi che richiamano la striscia dello stesso colore riservata agli ammalati che dall’ospedale S. Fraj vengono portati fino alla grotta dell’apparizione a Bernadette Soubirous, con un filo comune che è « il desiderio di donarsi e di accettarsi e perché basta poco per fare una buona cosa, proprio come fanno con discrezione i volontari, le crocerossine, gli hospitaliers e gli scout ». Dai primi scatti che sono quelli degli arrivi dal proprio luogo di vita in questo posto carico di energia e spiritualità, lo sguardo attraversa gli attimi colti dall’obiettivo: dalle fontane dell’acqua miracolosa alle carrozzine degli ammalati, alla luce delle candele, alla grotta, le processioni, la Via della Croce e prima delle ripartenze il messaggio, Lourdes sotto la neve che nonostante il gelo, metafora della sofferenza, sprigiona il calore della fede e della speranza.” (Gazzetta del Sud – mercoledì 11 febbraio 2015)














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